Longevità

Longevità, salute, benessere psicofisico. Temi antichi, risposte ( e ansie) sempre attuali, soprattutto per chi inizia a duellare con l’anagrafe. Vivere a lungo sembra possibile ma per farlo in condizioni ottimali entrano in ballo fattori non solo riconducibili alla genetica ma tradotti in chiave ambientale, o meglio nel segno del fatidico “stile di vita”, il percorso segnato da abitudini alimentari e una corretta quanto calibrata attività fisica. Solo ipotesi? Tra scienza e buon senso le risposte non mancano: “ Ci sono effettivamente prove che una alimentazione ad esempio più parca e più ricca di antiossidanti renda la vita più lunga ma questo riguarda al momento gli animali, non comprova ancora l’uomo – premette il dottor Giovanni Oliviero Panzetta, collaboratore dell’ARIS, già Primario di Nefrologia agli Ospedali Riuniti di Trieste – per quanto concerne l’attività fisica sussistono invece prove positive a riguardo per l’uomo, sia in chiave di associazione, ovvero le persone che spontaneamente attive vivono di più, che di intervento, i gruppi cioè che fanno attività motoria deliberata vivono dei gruppi di controllo sedentari. Senza contare – sottolinea Panzetta – che esistono prove che indicano l’allungamento della vita in soggetti che dopo i 75 anni avevano iniziato una attività fisica”.

Invecchiare bene insomma si può e si deve: “ Certo, anche se per ridurre la produzione di ossidanti e per proteggere le cellule non esistono che due vie – attesta Panzetta – mangiare poco, e ciò riduce le ossidazioni cellulari, e facendo attività fisica, in grado di facilitare la produzione di mitocondri nel muscolo e il loro corretto funzionamento con minor generazione di sostanze ossidanti”.

Dosi di movimento, alimentazione (almeno) sotto controllo. Pochi segreti e nessuna particolare alchimia stanno alla base di un possibile approdo ai 100 anni di vita, il traguardo tondo e classico auspicato da molti, raggiunto oramai da tanti, anche in Italia: “ Intanto già il 50% delle persone oggi supera gli 80 anni tra i maschi e gli 85 tra le donne – aggiunge Giovanni Panzetta – la stessa popolazione italiana sta guadagnando 2 mesi di vita media ogni anno che passa e nei prossimi 100 anni guadagneremo altri 200 mesi, cioè quasi 17 anni e così almeno – ribadisce lo specialista – la metà delle persone vivrà più di 97/102 anni”.

Evoluzione e progresso quindi. Centenari si diventa, e possibilmente in salute: “ Anche in passato vi  erano persone longeve ma la vita media era bassa, in quanto morivano tanti giovani, che ora, grazie ai progressi della civiltà, non muoiono più – conclude Giovanni Panzetta – Possiamo dire che l’allungamento della vita è dovuto ai progressi della Medicina. E non più solo della civiltà”.

Fonte: Vita Nuova

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