Anziani e Cellulare

Le cabine sono entrate al museo, le cornette hanno le ore contate. Solo il cellulare gode di particolare salute, di continue prospettive e di una certa diffusione tra le varie generazioni. Venga considerato un oggetto di tendenza o “semplicemente” uno strumento di comunicazione, il telefono portatile sembra oramai fondamentale, mezzo icona della moderna tecnologia ben addomesticato anche dagli anziani, e in misura probabilmente superiore rispetto all’utilizzo del computer.

Insomma, anche l’anziano vive il suo particolare rapporto con il cellulare, e lo fa in maniera diametralmente opposta a quanto accade tra i giovani. Vediamo perché. L’anziano intanto fruisce del telefono in virtù delle credenziali proprie del mezzo, ovvero poter chiamare, rispondere, dare un riferimento ulteriore in termini di reperibilità e contatti con parenti o magari operatori di sostegno. Nessuna distorsione da social quindi, niente derive virtuali o fraseggi alla moda, insomma, per dirla come lo specialista Luca Pezzullo, esperto di Psicologia dell’Emergenza all’Università di Padova, la “ Comunicazione con il cellulare rappresenta un nuovo paradigma della Presenza”.

Le controindicazioni? Esistono e fanno parte delle trappole legate all’avanzare dell’età, dove il calo della vista comporta un ostacolo concreto nella manualità necessaria, dalla visuale sul display al fraseggio digitale per formulare numeri e messaggi. Gli occhiali a volte non bastano e nonostante il diffondersi sul mercato di modelli personalizzati per la fascia anagrafica ( tasti più grandi, maggior illuminazione) per l’anziano il cellulare si tramuta spesso in un viatico di “litigi” e di incomprensione. All’interno di questa sfera comunicativa, emerge poi la nicchia riservata ai messaggi, si, agli sms. Da un recente sondaggio avviato all’Università di Padova, è emerso che solitamente a rispondere immediatamente è il 46%, il 24%  entro le due ore, il 15% dopo le due ore. L’anziano non sfugge a tali indicazioni, anche lui avvolto e coinvolto nella domanda “madre” che sgorga fatidica in questi casi: dove sei?

Il dibattito resta aperto, anzi, curioso. Di certo il cellulare, come detto, ha cementato alcuni tratti della sicurezza anche per l’anziano, ridotto in parte l’ansia della lontananza e aumentato forse il respiro emotivo, grazie magari alle fotografie dei nipoti ospitate sul display. Una cosa è certa: “ Le difficoltà ci sono – sottolinea lo specialista Mauro Cauzer, psicologo dell’ARIS – ma l’anziano ha  un pregio, quello di non vivere mai la grave dipendenza di cui sono spesso vittima i giovani”

Fonte: Vita Nuova

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