Anziani come risorsa: utopia?

Se ne parla già da molti anni, ma appare sempre più evidente che i progressi della medicina hanno prodotto un aumento significativo della popolazione anziana in Italia e nel mondo. Purtroppo però molte volte l’ anziano viene messo ai margini della società provocando in queste persone dei vissuti di solitudine e di tristezza, e promuovendo un’ immagine dell’ anziano come malato, triste, privo di interessi e bisognoso di assistenza. Gli anziani, inoltre, molte volte riferiscono una perdita di “ruolo” vissuta dopo il pensionamento, ritrovandosi spaesati in una società sempre più frenetica e orientata alla produttività.

Tuttavia, oggi esistono numerose realtà che organizzano attività per gli anziani (circoli, associazioni ecc…) promuovendo quello che viene chiamato “invecchiamento attivo” e risvegliando il potenziale creativo insito in ogni persona. Secondo una definizione fornita dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2002 l’ invecchiamento attivo è il processo volto ad ottimizzare le opportunità di salute, di partecipazione e di sicurezza allo scopo di migliorare la qualità della vita in funzione dell’ età.

Parallelamente al fenomeno dell’ aumento della popolazione anziana e della perdita progressiva della qualità della vita, vi è un’ altra fascia di popolazione che ci manda segnali di “crisi”: i giovani. Osservando il comportamento dei più giovani, ma anche i fatti di cronaca che quotidianamente sentiamo alla televisione, possiamo notare una perdita di valori e di senso civico in questa fascia d’ età potendo, quindi, costatare che anche i giovani vivono nella nostra società sentendosi persi e spaesati, senza una guida adeguata. Vediamo, quindi, come queste due fasce di popolazione necessitino di aiuto reciproco e come sia necessaria una nuova cultura di solidarietà sociale.

Citiamo, quindi, un’ iniziativa promossa da Barbara Baschiera dell’ Univeristà Ca’ Foscari di Venezia (2012) basata su questi presupposti. A nostro parere si tratta di un progetto bellissimo che ha coinvolto giovani e anziani in un laboratorio autobiografico intergenerazionale creando il blog “Autobiografiamo?”. Tramite il racconto di esperienze di vita questa iniziativa ha avuto lo scopo di indurre nei giovani una maggiore consapevolezza riguardo la vita in società e di aumentare l’ inclusione delle persone anziane, riavvicinando due fasce di popolazione apparentemente molto lontane. L’ esperienza del blog “Autobiografiamo?” ha favorito l’ ascolto nei confronti delle persone anziane e la conoscenza reciproca costruendo, tra l’ altro, una conoscenza storica maggiore, una ricchezza che solo chi ha vissuto momenti storici diversi ci può fornire per valorizzare il nostro patrimonio culturale.

Ecco, quindi, un esempio di come gli anziani possono rivestire nella nostra società una grande risorsa, dal momento che una delle loro caratteristiche peculiari è il bagaglio di esperienze accumulate negli anni, e di come possono aiutarci a migliorare l’ ambiente sociale e culturale in cui viviamo ogni giorno.

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One Comment on ““Anziani come risorsa: utopia?”

  1. loretta marsilli

    allargando il discorso, io credo fermamente che l’anziano – non solo quello sano e attivo, ma anche quello malato e deteriorato sotto il profilo cognitivo – rappresenti sempre una risorsa per la società. a tal proposito, cito qui il medico e psicoterapeuta pietro vigorelli: “la relazione con una persona affetta da demenza (…) ha anche un’importante funzione di ricomposizione sociale, perché permette il contatto con realtà che altrimenti rischiano di essere allontanate dal resto della comunità. una relazione intensa è un modello dei rapporti che sempre dovrebbero caratterizzare l’appartenenza al genere umano, un’organizzazione sociale che ingloba tutte le realtà, indipendentemente da ruoli e capacità, è un luogo dove ogni cittadino vive meglio”.

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